Riforma degli oneri generali di sistema nel settore energetico e riallocazione sulla fiscalità generale

INTRODUZIONE

Proposta di Legge

C‘è qualcosa di profondamente ingiusto in una bolletta italiana. Non nel prezzo dell’energia, ma in quello che ci viene nascosto dentro: miliardi di euro di politiche pubbliche addebitate a tutti, indistintamente, senza guardare al reddito, alla situazione familiare, alla capacità di pagare. Anno dopo anno, in silenzio, attraverso uno strumento — la bolletta — che il cittadino non può rifiutare e quasi nessuno capisce davvero.

È per porre fine a questa distorsione strutturale che la Federazione iConsumatori, l’Associazione Europea Consumatori Indipendenti (AECI) e il Centro per i Diritti del Cittadino (CODICI) si sono uniti in un’iniziativa legislativa comune. Tre realtà diverse, per storia e approccio, ma accomunate da un medesimo impegno quotidiano: stare dalla parte di chi subisce, non di chi decide.

I dati sono inequivocabili. Secondo i rilevamenti ARERA del 2024, gli oneri generali di sistema nel settore elettrico valgono oltre 11,1 miliardi di euro l’anno. Non sono il costo dell’energia che consumiamo. Sono incentivi alle rinnovabili, compensazioni territoriali, fondi per la messa in sicurezza della rete — spese legittime, anzi necessarie, ma finanziate nel modo sbagliato: attraverso una tassa piatta su ogni kilowattora, identica per una famiglia in difficoltà e per un grande gruppo industriale.

Il risultato? L’Italia paga l’elettricità il 14,5% in più rispetto alla media europea (Eurostat, primo semestre 2025). Sul gas domestico è addirittura nel podio dei Paesi più cari dell’Unione. Nel frattempo Francia e Spagna — che hanno già compiuto scelte diverse, spostando questi costi sulla fiscalità generale — offrono ai propri cittadini e alle proprie imprese condizioni energetiche significativamente più vantaggiose.

Questa proposta di legge non nasce da un’ideologia. Nasce dall’esperienza diretta di milioni di consumatori che si rivolgono ogni giorno alle nostre associazioni, esasperati da bollette incomprensibili, da costi che crescono anche quando i prezzi dell’energia scendono, da una sensazione diffusa di essere presi in giro da un sistema opaco. Nasce dalla convinzione che la trasparenza non sia un lusso, ma un diritto.

La riforma che proponiamo è semplice nel principio: ciò che è spesa pubblica deve essere finanziato come spesa pubblica, attraverso il bilancio dello Stato, con criteri di progressività fiscale e sotto il controllo del Parlamento. In bolletta devono restare solo i costi reali del servizio energetico. Nient’altro.

Non chiediamo di smettere di finanziare le rinnovabili, né di abbandonare le politiche energetiche che l’Italia e l’Europa hanno scelto. Chiediamo che queste scelte siano visibili, discusse, deliberate democraticamente — e non scaricate silenziosamente sulle bollette di chi non ha altra scelta che pagare. — Federazione iConsumatori, AECI, CODICI

Il testo che presentiamo è frutto di un lavoro rigoroso: analisi dei dati ARERA, confronto con i modelli europei, studio delle norme vigenti da modificare, definizione di un regime transitorio realistico e di un sistema di copertura finanziaria sostenibile. Abbiamo voluto una proposta depositabile, non un manifesto. Una proposta che possa essere discussa articolo per articolo, emendata, migliorata — ma non ignorata.

Perché il problema è reale. Le famiglie italiane lo sanno. Le piccole imprese lo sanno. Chiunque abbia mai aperto una bolletta e si sia chiesto perché costi così tanto — senza ricevere risposta — lo sa. È tempo che lo sappia anche il Parlamento.

Roma, 13 marzo 2026