Aumenti dell’energia: che la politica intervenga, giocando con l’elettricità si rischia di prendere una scossa.

Aumenti dell’energia: che la politica intervenga, giocando con l’elettricità si rischia di prendere una scossa.

Dopo una stagione di aumenti nell’energia che ha superato di gran lunga già il 20% per elettricità e gas, il 17% per i carburanti; sentire anche solo ventilare un ulteriore aumento
del 40% è pura follia. Solo due settimane or sono chiedevamo al Governo di vigilare sugli aumenti generalizzati che tra primavera ed estate i consumatori hanno dovuto subire accettando di passare sotto al giogo, nel food, nel no food, nel turismo, nei servizi privati. Chiedevamo che tali aumenti non diventassero strutturali. Se la risposta è l’ulteriore
aumento del 40% significa gravare non solo con 327€ di aumento annuo sull’energia consumata nelle case, con ulteriori spese medie di 200 € per il carburante, ma con un
effetto trascinamento su tutti gli altri costi essenziali come la spesa quotidiana. Per non parlare della più che certa impennata inflattiva.
Il Governo intervenga sugli oneri di sistema, ancora non si capisce perché si chiamano incentivi i miglioramenti apportati da alcuni se poi li debbono pagare tutti sulla propria bolletta elettrica. Vanno eliminati così come vanno eliminate le accise (ancora paghiamo il finanziamento della guerra in Etiopia del 1935-36 o la crisi del canale di Suez del 1956, ma anche la ricostruzione dopo il disastro del Vajont nel 1963 e l’alluvione di Firenze del 1966) sui carburanti e diminuite le tasse, non dimentichiamo che il 70% del costo del pieno finisce nelle casse dell’erario.
L’Italia soffre già la presenza di oltre 2,5 milioni di cittadini in povertà energetica e oltre 4,5 milioni di cittadini in povertà; come si è potuto pensare a spendere in incentivi sulla
mobilità elettrica se poi il risultato è questo? Non vogliamo pensare che questo Governo sia privo di studio e programmazione e non sapesse già sei mesi or sono che si andava verso una crisi energetica. Perché non si è puntato da subito sull’idrogeno come fanno Paesi anche meno avanzati del nostro?
IConsumatori, federazione a tutela dei consumatori e dell’ambiente chiede di intervenire subito su una parziale defiscalizzazione dei carburanti e sull’eliminazione dai costi delle bollette degli oneri di sistema. L’aumento dei consumi compenserà il minor gettito. Che gli errori dei politici, presenti o passati poco ci interessa, non siano fardello per i soli consumatori. Di investire sulla ricerca affinché l’Italia non resti fanalino di coda nella mobilità pulita e nell’approvvigionamento di energia.